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Lorena. 24. Roma.
Io gli spoilerei le “Red Wedding”, giusto prima che ci arrivi :)
Lui sta iniziando or ora dalla prima stagione… stavo già per spoilerargli il decimo episodio rovinandogli la sorpresa! Il “Red Wedding” arriverà…. a tempo debito. (MUAHAHAHAHAHA)
Fidanzato che inizia a vedere Game of Thrones senza la mia supervisione.
Poi uno dice che le storie d’amore finiscono. Questo è alto tradimento proprio.
Questa. Che, giusto a titolo informativo, non è altro se non il mio nickname qui su Tumblr: Tenshi no uta :) è una cosa molto personale che risale a sei anni fa!

Io mi ero ripromessa di non mangiare troppe schifezze per tentare di rimanere in forma, o almeno di acquisirla, una forma.
Poi papà è tornato a casa con la pizza.
Arriva sempre questo momento, almeno due volte all’anno. Il momento in cui devo cambiare qualcosa nell’ambiente che mi circonda, perché ne provo il bisogno. Un po’ come se dovessi adeguare la stanza in cui vivo a qualcosa che è mutato in me, che poi alla fine non muta mai nulla, però devo farlo. Mi creo la falsa illusione del mutamento, che poi forse tanto falsa non è, ma da sola di certo non me lo posso dire e allora mi tengo il dubbio. Tempo addietro smontai il mio vecchio pc fisso, ormai inutilizzato, e ricavai spazio sulla mia infinita scrivania, spostai la stampante e la misi su una mensola per liberare una cassettiera, iniziai a mettere i libri anche in camera e non solo nello spazio che mamma e papà hanno fatto costruire solo per me. E le modifiche mi piacevano, mi facevano sentire più a mio agio. Ma ogni tanto arriva il momento in cui queste due mura e mezzo, una finestra enorme e una porta non vanno più bene.
Allora oggi stavo pensando ai cambiamenti, per l’ennesima volta. Guardavo i colori vivaci e allegri della mia stanza, quelli che mai avrei pensato di scegliere in vita mia, guardavo la scritta che ho deciso di fare sul muro, guardavo tutti i souvenir riportati dai miei viaggi e dai viaggi degli altri, guardavo tutti i libri ammassi in cima al mobile e i manga messi in ordine. E mi sono soffermata su di loro, proprio sul modo in cui li avevo ordinati. Alcuni, i più vecchi, seguivano l’ordine occidentale da sinistra verso destra; ma gli altri no, gli altri vanno “al contrario” da quando sono tornata dal Giappone. E’ da quel viaggio che faccio le cose storte, diverse; è da quel viaggio che provo il bisogno di dover riordinare, di dover cambiare. C’è una cosa, che dico sempre, quando mi chiedono che cosa mi è rimasto di quel viaggio. “Mi è rimasto il terremoto. E’ come se quel giorno, oltre la terra, abbia smosso anche me”.
Credo mi metterò a smantellare per l’ennesima volta la mia stanza. Che poi magari tornerà uguale a prima, come spesso accade, ma aiuterà me a rimettere a posto la mia esistenza. A raddrizzare i pilastri smossi dal sisma.
Mi piace fare progetti. Fantasticare sul futuro, pensare a come sarò tra qualche anno. Mi piace pensare al fatto che un giorno avrò una casa, che arrederò poco alla volta a seconda delle possibilità e mi piace pensare che forse quel giorno ad aiutarmi a dipingere le pareti del colore che meglio illumina la stanza ci sarai tu, che discuteremo su dove mettere il divano, ed alla fine sceglieremo un posto che va bene per entrambi, che mi insegnerai a cucinare perché tu sei bravo, e io ti preparerò tutti i dolci del mondo perché è l’unica cosa che so fare; mi piace pensare al fatto che compreremo un’enorme libreria dove poter infilare tutti i libri che abbiamo, e ne abbiamo tanti io e te, che terremo le serrande sempre aperte perché ci piace la luce, che la mattina prenderai il caffè e leggerai il giornale un po’ come fanno gli uomini nei film, perché tu sei così, e io invece guaderò i cartoni animati in tv, perché io sono così. Mi piace pensarle queste cose perché ti amo, e amandoti proietto la figura di noi due in un futuro utopico, forse, ma che mi piace pensare perché mi piace stare con te.
C’è un girone all’inferno per quegli infami che al ministero dell’istruzione scelgono le tracce per la prima prova della maturità. Abbiamo capito che siete bravi, intelligenti, laureati, che sapete un sacco di cose e che volete farlo vedere, ma quelli sono ragazzi. Che cavolo volete che ne sanno su di un tizio che non è nemmeno lontanamente citato nella bibliografia di un libro di testo? Uno si fa un culo assurdo a studiare tutti gli autori possibili immaginabili e poi? Ma per favore.
Tante lauree ma comunque rimanete degli incompetenti che non sono in grado di scegliere in maniera adeguata. Fottetevi.
Ti si disintegrerà lo schermo, sappilo. Comunque non so come caricarla come risposta ad un ask tramite cellulare; sono impedita. La carico a parte!
Questa è per l’anonimo di prima
E’ una foto che risale a quando mi ero comprata gli occhiali nuovi; avevo fatto una serie di foto perché la mia migliore amica voleva l’esclusiva e dovevo inviargliela su Whatsapp, che sia mai che qualcuno prima di lei mi vedeva con gli occhiali nuovi, e niente, questa e un’altra sono diventate le mie preferite, perché è raro che vengo così bene, mi piace come sono venuta e non lo nascondo perché sarei ipocrita. Me la sono tenuta e oggi ho deciso di metterla come foto dell’avatar. E poi, dai, ho un po’ una faccina da pirla :) e le occhiaie. Tante occhiaie.
Credo sia la prima volta che uso una mia foto come foto dell’avatar di Tumblr. Anche se sì, lo so, non ve ne frega una mazza.
Io mi odio per il semplice fatto che la mia vita, la gente che ho incrociato, le mie esperienze, mi hanno portata a non essere mai a posto con me stessa. Mai, mai, sempre fuori luogo, sempre al posto sbagliato nel modo sbagliato. E questo si riflette nei rapporti che ho con le persone; tendo a voler essere perfetta per loro, ma non riesco mai ad accontentarle, e non accontento nemmeno me stessa; ci provo, sul serio, ma poi soffro, soffro perché non mi sento all’altezza, perché non mi sento abbastanza, perché so che fuori c’è sempre qualcuno più adatto di me a ricoprire quello stesso ruolo. E mi deprimo, mi blocco, mi pietrifico; innalzo muri e mi proietto automaticamente in un futuro in cui vengo abbandonata sicuramente, perché è l’unica alternativa che la mia vita mi ha sempre posto. E’ l’unica cosa che mi è sempre accaduta, e non ci credo che non accadrà più, non ci credo alle promesse di fedeltà, non credo più a nulla. Credo solo al fatto che mai basterò, credo nel fatto che tutti se ne andranno, che nessuno rimarrà. Credo nella mio costante stato di solitudine. Quando la realtà ti pone dinnanzi sempre le stesse strade, ad un certo punto inizi a credere che non ci sia più via di fuga.
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(via love-after-tears)
… Io e te …
(via cipensimai)
amore mio
Più una cosa la aspetti e meno questa arriva.
Poi però arrivati ad un certo punto la cosa, si sa, non c’è ancora, ma il vaffanculo sì, prima di tutto. Sicuro. Lui c’è sempre.
Aver voglia di piangere perché voglio stare meglio, ma non riuscirci.
Tutto si riduce a nulla.