Le cose semplici.

Come tornare dal mare ed andare nella nuova casa della migliore amica, sedersi sul letto sgualcito e tirare fuori una vecchia agenda di quando avevamo quattordici anni. Ci avevamo scritto ogni singola cosa che ci passava per la testa, dal professore che ti metteva 4 all’interrogazione, alla cotta del mese per il compagno di classe. E noi ieri eravamo lì, quasi undici anni dopo, sedute su quel letto sgualcito, con addosso ancora la salsedine del mare, a ridere come sceme pensando a quanto eravamo sceme. 

Cose semplici come la festa a San Giovanni, e il tuo Lui che decide di provare a vincerti un peluche al tiro a segno. E tu che non credevi che avesse una mira tanto micidiale, e non riesci a toglierti il sorriso da ebete dalla faccia quando alla fine stringi tra le mani Ettore la Scimmia mentre lui borbotta che poteva fare meglio. Ma a te non interessa, perché non riesci a smettere di sorridere come un’ebete, sentendoti come un’adolescente innamorata.